Bonus sud 2018: credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali

10 cose da sapere sulle agevolazioni per le imprese del Sud Italia

Cos’è il Bonus Sud?

La Legge di Stabilità 2016 (legge n. 208/2015) prevede un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nel periodo 2016-2019 da parte delle imprese localizzate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. La misura dell’agevolazione, che fino al 28 febbraio 2017 era del 20% per le piccole, 15% per le medie e 10% per le grandi imprese, dal 1° marzo 2017 è stata portata a

  • 45% per le piccole imprese:
  • 35% per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese;

Intensità minori sono concesse alle imprese situate in alcuni comuni dell’Abruzzo e del Molise.

Quali sono gli interventi agevolabili?

Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi quali macchinari, impianti e attrezzature, destinati alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente, alla diversificazione della produzione per ottenere prodotti mai fabbricati prima dall’azienda, al cambiamento fondamentale dei processi produttivi.

Un elemento importante è rappresentato dal fatto che rientrano in questa fattispecie di investimenti la realizzazione di impianti per la produzione di energia, e dunque anche la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati all’autoproduzione di energia per la propria unità produttiva.

Per approfondire l’effettivo beneficio che deriva dall’autoproduzione di energia leggi anche Il rientro economico di un impianto fotovoltaico industriale nel 2018
Quali sono le spese ammissibili?

Le attrezzature, i macchinari e gli impianti devono essere nuovi. Sono ammessi tanto l’acquisto da terzi, anche in locazione finanziaria, quanto la realizzazione in economia o mediante contratto d’appalto.

È vero che in alcuni casi sono agevolabili anche i beni usati?

Con riferimento ai beni complessi, alla cui realizzazione abbiano concorso anche beni usati, si considera “nuovo” l’intero bene ottenuto, purché l’entità dei beni usati non risulti prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto.

Ci sono esclusioni?

I beni devono essere destinati alla struttura produttiva. Sono quindi esclusi i beni destinati alla vendita, quelli trasformati o assemblati per ottenere prodotti da rivendere, i materiali di consumo, i beni a qualunque titolo già utilizzati. Sono altresì esclusi dall’agevolazione gli investimenti di semplice sostituzione di apparati precedenti, perché non sono considerati “investimenti iniziali” come dispone la normativa sugli aiuti di Stato – circolare n. 38/E del 2008.

Quali sono i requisiti che le imprese richiedenti devono possedere?

La misura è rivolta alla generalità delle imprese; solo per quelle appartenenti ai settori della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e acquacoltura e della trasformazione di tali prodotti vigono regole specifiche sulle quali è opportuno documentarsi. In ogni caso dalla misura sono esclusi gli interventi eseguiti da privati cittadini.

In cosa consiste il Credito d’imposta?

Il beneficio non comporta l’erogazione di denaro, ma l’autorizzazione a compensare il credito ottenuto nel modello F24 con i tributi a tuo carico. Per mesi e mesi i tuoi F24 avranno saldo zero e i tuoi flussi di cassa ne beneficeranno ampiamente.

Come si richiede il credito d’imposta?

È sufficiente presentare la domanda attraverso l’applicativo CIM17 reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate. Una breve descrizione dell’investimento e il suo costo complessivo sono i soli dati di cui hai bisogno. Nella domanda dovrai indicare la percentuale di aiuto richiesta ma, se per gli stessi beni hai ottenuto altri aiuti, ricorda che questi vanno sommati al credito d’imposta e che pertanto non potrai superare l’intensità massima di intervento (45% per le piccole imprese, 35% per le medie e 25% per le grandi).

Ti ricordiamo che Evonat è strutturata internamente con esperti di Finanza Agevolata, che provvedono anche a predisporre la domanda di agevolazione. Contattaci per una consulenza gratuita.
Come so che ho ottenuto l’agevolazione?

L’Agenzia delle Entrate, verificata la correttezza dei dati contenuti nella richiesta, ti invia l’autorizzazione all’utilizzo in compensazione del credito. Nel caso in cui l’importo richiesto sia superiore a 150.000 euro, l’Agenzia effettuerà anche le verifiche antimafia prima di concedere il beneficio.

Ci sono imposte da pagare sul beneficio ottenuto?

Il credito d’imposta è rilevante ai fini fiscali, per cui è tassabile ai fini IRPEF, IRES e IRAP e va indicato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Contattaci per una consulenza gratuita sugli investimenti ammissibili.

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