Diagnosi energetica consumi aziendali

La diagnosi energetica e il miglioramento dei consumi di energia in azienda

Diagnosi energetica: l’importanza di monitorare puntualmente i consumi aziendali

Il DL 102/2014 impone l’obbligo di diagnosi energetica alle imprese che rientrano in una di queste due tipologie:

  • imprese di grandi dimensioni (si definiscono “grandi imprese” quelle con più di 250 dipendenti o con fatturato annuo superiore a 50 milioni di Euro e un totale di bilancio superiore ai 43 milioni);
  • imprese caratterizzate da elevati consumi energetici, cosiddette “energivore” (risultano iscritte nell’elenco annuale della Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico – CCSE – sono imprese che consumano in 1 anno quota 2,4 GWh di energia elettrica o di energie diverse, con spese energetiche superiori al 3% del fatturato).

Una prima differenza tra le due tipologie è che il decreto 104/2014 dichiara espressamente che “le imprese energivore sono tenute a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza energetica individuati dalle diagnosi, o, in alternativa, ad adottare sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50.001″, mentre definisce più genericamente “auspicabile” tale passaggio per le grandi imprese.

Cosa fare per la diagnosi energetica

L’adempimento a questa sorta di “bollino” richiede che vengano comunicati all’ENEA i dati relativi al proprio sistema aziendale di monitoraggio dei consumi.

Il DL 102/2014 (all’art. 8) dal 2015 obbliga le suddette categorie di aziende a effettuare diagnosi energetiche approfondite. Tale obbligo è da ritenersi valido allorché la condizione di “grande impresa” sia confermata per i due esercizi consecutivi precedenti all’anno della diagnosi. L’aggiornamento di tali dati avviene ogni 4 anni (prossima scadenza 5 dicembre 2019).

Al di là del mero obbligo di legge, collegato all’esigenza sempre più impellente di ridurre le emissioni di Co2 nel nostro Paese, per un’azienda che voglia fronteggiare al meglio le sfide contemporanee, quest’analisi approfondita del proprio sistema energetico è il modo ottimale per monitorare l’entità e la specifica tipologia dei propri consumi. Sarà così possibile individuare più agevolmente gli aspetti da migliorare per aumentare l’efficienza energetica e di conseguenza alzare il livello di competitività.

Le aziende che già adottano un sistemi di gestione quale EMAS, ISO 50001 ed EN ISO 140 non devono effettuare ex novo una diagnosi energetica nel caso il proprio sistema di gestione ne comprenda già una, ovviamente in linea con il DL 102/2014, che va comunque inviata all’ENEA entro le scadenze previste.

Chi effettua la diagnosi energetica

EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) certificato UNI CEI 11339 o società ESCo (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352 sono i soggetti attualmente abilitati alla realizzazione degli audit energetici.

Una volta completata la diagnosi, il soggetto abilitato redige il documento, che verrà quindi trasmesso telematicamente all’Enea.

L’importanza dei sistemi di monitoraggio dei consumi energetici

Inizialmente la diagnosi energetica si basava sui dati di consumo delle varie aree operative, i quali potevano essere rilevati da contatori generali presenti nello stabilimento o, ove non presenti, mediante l’elaborazione di stime a partire dai dati disponibili.

Per le diagnosi successive, tuttavia, è indispensabile adottare una strategia o, appunto, “sistema” di monitoraggio.

Il MiSE, in una nota del novembre del 2016, stabilisce che:

“Una volta definito l’insieme delle aree funzionali e determinato il peso energetico di ognuna di esse a mezzo di valutazioni progettuali e strumentali, si dovrà definire l’implementazione del piano di monitoraggio permanente, sia in modo da tener sotto controllo continuo i dati significativi del contesto aziendale, che per acquisire informazioni utili al processo gestionale e dare il giusto peso energetico allo specifico prodotto realizzato o al servizio erogato”.

In altre parole, per la seconda diagnosi energetica, si tratta di passare da consumi energetici solo “stimati” a consumi puntualmente misurati, adottando quindi un piano di monitoraggio in grado di registrare i dati di consumo più significativi, in modo da ottenere dei prospetti periodicamente confrontabili fra loro.

Per tali misurazioni si potrà procedere in maniera “tradizionale” (ovvero mediante la misurazione manuale periodica dei consumi) o adottando strumenti fissi (da remoto o mediante software di monitoraggio in grado di assicurare la misurazione, l’archiviazione e l’invio delle misure stesse).

Scadenze e sanzioni per mancato rinnovo

Le imprese che, subito dopo il decreto legge, effettuarono la prima diagnosi già entro il dicembre 2015, il 5 dicembre di quest’anno avranno pertanto la nuova scadenza.

Le imprese che non invieranno la documentazione all’Enea entro tale scadenza potranno incorrere in una sanzione amministrativa dai 4.000 ai 40.000 Euro.

La diagnosi energetica in breve

Questi, in sintesi, i dati che devono essere presenti in una corretta diagnosi energetica:

  • informazioni sulla modalità di raccolta dei dati (specificando dati misurati e stimati, audit documentale e/o misurato);
  • analisi completa della sede aziendale, con puntuale descrizione del processo produttivo, delle attività lavorative e delle modalità di rilevamento dei consumi dai vari vettori energetici, in maniera tale da definire i centri di costo specifici della struttura;
  • descrizione energetica dei sistemi esistenti (tipo di utenze, modalità di funzionamento, consumi energetici annui);
  • realizzazione del Modello Energetico per ciascun vettore;
  • analisi dei consumi energetici (fabbisogno specifico dei vari vettori energetici);
  • analisi dei fattori di ottimizzazione;
  • definizione dei KPI (Key Performance Indicator) o Benchmark;
  • calcolo degli indici di prestazione energetica e confronto con i KPI;
  • eventuali opportunità di miglioramento;
  • relazione conclusiva con schematizzazione del ranking delle opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica.

Il servizio offerto da Evonat

Questo il dettaglio dei passaggi a cura dei nostri tecnici:

  • sopralluogo presso sede aziendale per raccolta dati;
  • analisi e creazione modello dei consumi energetici, elettrici e termici, finalizzata alla redazione del Bilancio Energetico Aziendale;
  • analisi delle condizioni esistenti al momento in azienda, con l’ausilio di indicatori e confronto con gli standard di riferimento nel settore;
  • identificazione di opportunità di miglioramento della prestazione energetica complessiva;
  • analisi costi-benefici (economiche, finanziarie, ecc.) con interventi indicati per progressiva opportunità, anche a seconda delle peculiari e future esigenze del cliente;
  • redazione di una Relazione Finale ai sensi del D.lgs 102/14 e secondo lo standard internazionale UNI CEI 16247;
  • la diagnosi fornita costituirà la base ideale per un possibile sviluppo successivo di un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001;
  • esatta indicazione di un risparmio minimo garantito;
  • ulteriore indicazione di aspetti tecnici da colmare rispetto all’eventuale implementazione di un Sistema di Gestione dell’energia conforme alla UNI CEI EN ISO 50001:2011.
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