come e perché investire su Fer1 (e “Bonus amianto”), Grid Parity o autoconsumo

Incentivi investimento fotovoltaico 2020: novità e opportunità tra Fer1, Grid Parity o autoconsumo

Opportunità fotovoltaico 2020, convenienza e detrazioni fiscali: 3 cose importanti da sapere su come e perché investire su Fer1 (e “Bonus amianto”), Grid Parity o autoconsumo (con esempi concreti)

Quali sono, concretamente, le nuove opportunità che l’Italia riserva nel 2020 a chi vuole investire nel fotovoltaico?

Sempre di più l’attenzione di importanti investitori è rivolta a capire quali sono le effettive opportunità sul fronte delle energie rinnovabili. La prima cosa da fare è classificare e riconoscere queste opportunità in base alla finalità specifica dell’investimento:

  • investimento per autoconsumo;
  • investimento per beneficiare dell’incentivo del GSE secondo quanto previsto dal FER1;
  • investimento per vendita di energia elettrica sul mercato libero (Grid parity).

Possono esserci anche casi particolari nei quali alcuni investimenti vanno incontro a più finalità insieme, ma per esigenze di chiarezza e per fornire un quadro generale ed esaustivo delle opportunità, analizziamo distintamente i diversi casi.

Investimento per incentivo FER1

Si tratta di un investimento finalizzato a godere degli incentivi previsti dal nuovo decreto FER1.

A chi si rivolge?

I soggetti interessati sono generalmente investitori che acquisiscono il diritto di superficie di un lastrico solare e realizzano l’impianto fotovoltaico per cedere integralmente l’energia elettrica prodotta, per la quale viene corrisposto l’incentivo; il corrispettivo per l’acquisizione del diritto di superficie può essere un contributo annuale o un contributo una tantum attualizzato.

Il caso dei capannoni con coperture in amianto

Una casistica interessante che sta prendendo piede è quella relativa ai proprietari di capannoni con coperture in amianto: in questo caso l’accordo che potrebbe essere fatto tra investitore e proprietario è la cessione del diritto di superficie in cambio della bonifica dell’amianto e del rifacimento della copertura senza altri corrispettivi da versare.

Soggetti interessati potrebbero essere anche gli stessi proprietari di capannoni che intendono investire autonomamente sul business del FER1: in questo caso il business plan risulta ancora più efficace, non essendoci esborso relativo al diritto di superficie.

FER1: come accedere all’incentivo 2020

L’accesso all’incentivo avviene attraverso l’iscrizione a registri e aste che prevedono contingenti (espressi in MW) limitati a disposizione: entro 90 giorni dalla chiusura di ogni finestra di apertura di registri e aste, vengono pubblicate le graduatorie da cui si evince chi si è classificato in posizione utile all’ottenimento della tariffa incentivante.

Vi sono una serie di attività propedeutiche all’effettivo ottenimento del diritto a realizzare l’impianto e a godere dell’incentivo. Le finestre dei registri si aprono ogni 4 mesi (la prossima si apre il 30/01/20 e rimane aperta per 30 giorni e poi di nuovo il 30/05/20 e così via) e per iscriversi è necessario aver già avviato l’iter della connessione (cosa che generalmente porta via circa 2 mesi): questo vuol dire che per puntare a iscriversi a una determinata finestra è necessario organizzarsi con almeno un paio di mesi di anticipo rispetto all’apertura, in modo tale da essere con le carte in regola nel momento opportuno.

Il valore economico degli incentivi in base alla grandezza degli impianti e l’ulteriore Bonus per lo smaltimento di amianto

L’incentivo previsto è pari a 105 €/MWh per impianti sotto i 100 kW, 90 €/MWh per impianti tra 100 e 1.000 kW e 70 €/kWh per impianti superiore a 1.000 kW (in questo caso si va ad asta al ribasso). Nel caso di smaltimento di amianto vi è un ulteriore premio di 12 €/MWh.

Esempio con impianto fotovoltaico da 1.000 kW in sostituzione di tetto in amianto

Prendiamo in esame un impianto da 1.000 kW su tetto in amianto realizzato da investitore che acquisisce il diritto di superficie. In questo caso si avrebbe:

  • Costo indicativo impianto: € 750.000
  • Costo rifacimento copertura, ovvero costo diritto di superficie attualizzato: € 350.000
  • Altri oneri di connessione: circa € 40.000
  • Energia annuale prodotta: circa 1.300.000 kWh/anno ovvero 1.300 MWh/anno
  • Incentivo da incassare ogni anno: 1.300 MWh/anno x (90+12) €/MWh = €/anno 132.000

Costi di gestione, superammortamento e imposte vanno poi a definire il rientro economico in 8/9 anni in caso di investimento cash.

A conti fatti, il premio amianto di 12 €/MWh non va effettivamente a rimborsare in maniera molto sostenibile il costo del rifacimento della copertura (€ 350.000 per superfici da circa 10.000 mq): tuttavia il meccanismo di incentivazione prevede per ogni finestra di registro un contingente esclusivo (e per i primi 2 registri anche più alto) per la categoria “fotovoltaico in sostituzione di amianto”, per cui si ha una situazione di fatto avvantaggiata rispetto agli altri impianti che hanno un contingente più limitato a disposizione e quindi meno possibilità di classificarsi in posizione utile.

Attenzione: in questa misura non sono previsti investimenti su impianti a terra in aree agricole, in quanto sono vietati per legge incentivi su aree agricole. (Al contrario, nella seguente tipologia di investimenti per la vendita sul mercato libero, una delle opzioni è proprio rappresentata dagli impianti a terra su terreni agricoli).

Investimento per vendita su mercato libero (Grid parity)

Ha molta attinenza con il suddetto investimento nelle FER1, con la sola sostanziale differenza che non prevede l’accesso al decreto FER1 e il relativo incentivo, ma la sola vendita dell’energia sul mercato libero.

A chi può convenire

I soggetti interessati sono investitori finanziari e per la sostenibilità dell’operazione si tratta generalmente di impianti di grandi dimensioni (da 5 MW in su).

L’iter burocratico è piuttosto lungo (circa 2 anni) in quanto va autorizzato non solo l’impianto fotovoltaico (generalmente con autorizzazione unica) ma anche l’impianto di rete che spesso e volentieri potrebbe prevedere interventi anche in cabine primarie.

Esempio di investimento fotovoltaico su terreni agricoli (ettari per megawatt)

Dato l’elevato spazio necessario, vengono realizzati su aree agricole e, dal momento che non beneficiano dell’incentivo, non hanno l’impedimento normativo che invece è previsto col FER1: indicativamente bisogna considerare uno spazio necessario pari a 1,5 ha per ogni MW da installare. Per esempio un impianto da 10 MW necessiterebbe di una superficie di almeno 15 ha.

Prezzi per la cessione diritti di superficie

Anche in questo caso è previsto un accordo tra investitore e proprietario del terreno per la cessione del diritto di superficie: i prezzi si aggirano tra 2.500 e 3.000 €/ha, fermo restando che si potrebbero probabilmente riscontrare prezzi più bassi in base all’area geografica o “sconti” in base all’estensione del terreno. Il pagamento potrebbe anche essere anticipato, attualizzato o in alcune situazione potrebbe addirittura risultare conveniente acquistare il terreno.

Come funziona la contrattazione per la vendita di energia elettrica

La vendita dell’energia elettrica prevede una contrattazione con cadenza annuale o al massimo ogni 2-3 anni per stabilire il prezzo di vendita. In realtà i soggetti interessati a questo tipo di investimenti sono probabilmente già addentrati nel mercato dell’energia elettrica.

In ogni caso, al fine di redigere un business plan, è stato ipotizzato un costo dell’energia di 55 €/MWh, fermo restando che nel lungo periodo (20/30 anni) risulta una stima alquanto aleatoria.

Abbiamo ad esempio ipotizzato un business plan per un impianto da 7.000 kW a terra, realizzato da investitore che acquisisce il diritto di superficie. Si tratta di un caso reale di un terreno sul quale è stato già avviato l’iter di connessione. In questo caso abbiamo:

  • Costo indicativo impianto di € 3.970.000
  • Costo annuale diritto di superficie per 12 ha di € 36.000
  • Costo connessione di € 369.000
  • Costo sviluppo e anticipo diritto di superficie per bloccare l’operazione per 2 anni di € 96.000
  • Energia annuale prodotta, circa 10.080.000 kWh/anno, ovvero 10.080 MWh/anno
  • Vendita dell’energia elettrica ogni anno: 10.080 MWh/anno x 55 €/MWh = €/anno 554.400

Costi di gestione, superammortamento e imposte vanno poi a definire il rientro economico in 9/10 anni in caso di investimento cash.

Investimento per autoconsumo

Si tratta di un investimento finalizzato esclusivamente all’autoproduzione di energia elettrica, da consumarsi nel medesimo luogo di produzione.

A chi conviene l’investimento fotovoltaico per autoconsumo

Soggetto interessato può essere una qualsiasi impresa, con unità produttiva con consumi più o meno alti: il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico viene espressamente elaborato in base ai consumi dell’unità produttiva e al risparmio in bolletta che si punta a ottenere, oltre ovviamente allo spazio a disposizione per l’installazione.

Si va da impianti di piccole dimensioni (es. ufficio che vuole risparmiare sui consumi di illuminazione, condizionatori, etc.) fino a grandi impianti da 1 o più MW per imprese energivore.

Non sono interessati ad alcun tipo di incentivo sull’energia prodotta, dal momento che il principale beneficio deriva dal risparmio sull’energia non acquistata. Vi possono essere contributi e/o benefici fiscali (es. superammortamento del 130%, credito d’imposta per acquisto beni strumentali, contributi regionali).

Se correttamente dimensionato, tra le 3 tipologie qui presentate, è l’investimento con il ritorno economico migliore in quanto, se si vuole ipotizzare un paragone con gli investimenti precedenti, il beneficio dell’autoconsumo andrebbe da 120-130 €/MWh (per realtà estremamente energivore) fino anche a 220-230 €/MWh (per realtà con consumi un po’ più bassi) in base al prezzo di acquisto dell’energia.

L’energia in eccesso viene infatti immessa in rete e rimborsata dal GSE attraverso i meccanismi di Scambio sul Posto (dipende da quanto viene pagata l’energia, si ipotizzano comunque 70/80 €/MWh) o Ritiro Dedicato (attualmente circa 40 €/MWh).

Vi invitiamo a contattarci per ricevere i 2 suddetti Business Plan in forma più dettagliata (investimento con Fer1 e in grid parity). Per l’autoconsumo la situazione è un po’ più variabile, per cui potremo costruire dei Business Plan caso per caso sulla base delle vostre specifiche esigenze.

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