Riduzione consumi elettrici 2019 nelle strutture ricettive

Ridurre i consumi elettrici 2019 nelle strutture alberghiere: conoscere i numeri, per sapere come fare.

Nel bilancio di un albergo, la voce “bolRiduzione costi energetici 2019letta energetica” rappresenta una componente fra le più importanti.
In questo articolo, una volta illustrati i dati medi di spesa, abbiamo raccolto un utile promemoria delle soluzioni adottabili per ridurre in modo significativo questa voce di bilancio.

Il quadro di spesa, con i dati aggiornati al 2018

Quanta energia serve a una struttura alberghiera

Energia elettrica e calore per gli impianti di riscaldamento, oltre che per l’acqua calda sanitaria, dovrebbero essere elementi centrali fin dalla progettazione, nonché successivamente nella gestione economica di un’attività ricettiva, soprattutto se di medio-grandi dimensioni.
Interessante, sulla base dei dati del 2018 di Ricerca Sistema Energetico (RSE) e dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), constatare quanto segue:
– il fabbisogno energetico di un albergo si suddivide tra più della metà (53%) per riscaldamento e acqua calda, 43% per l’elettricità e il restante 4% per il gas per le cucine;
– al contrario, il solo costo per la voce “elettricità” arriva al 61% della spesa energetica complessiva, quello per il riscaldamento è il 19%, per l’acqua il 18% e il gas per le cucine il 2%.
In particolare, in seguito al continuo rialzo dei costi dell’energia, i dati Confcommercio del quarto trimestre 2018 prospettano una spesa media di oltre 60.000 Euro l’anno, per gli alberghi di medie dimensioni, con un aumento superiore al 7% rispetto al trimestre precedente!

La spesa per l’energia elettrica nel settore

Sempre dalle stime RSE per il settore alberghiero italiano emergono questi dati (media per stanza all’anno) di consumo:
  • valore minimo 5 MWh
  • valore massimo 11 MWh 
L’oscillazione dipende ovviamente, oltre che dal livello di operatività (stagionalità e tipo di servizi offerti dalla struttura), da aspetti quali la collocazione geografica e il tipo di zona climatica dell’albergo.
Questi gli specifici consumi:
  • 45% per l’illuminazione;
  • 26% aria condizionata;
  • 11,5% cucina;
  • 10% sistema di ventilazione;
  • 5% TV e frigobar nelle camere.
Vanno aggiunti gli eventuali utilizzi di lavastoviglie e macchine per ufficio, oltre ovviamente agli ascensori, dove presenti.

Le possibili soluzioni per una gestione energetica più efficiente

1) Auto-prodursi energia

a > cogeneratore 
Installando un cogeneratore, si può produrre contemporaneamente energia elettrica e calore per il riscaldamento. Inoltre, mediante l’aggiunta di una macchina termica (chiller) consistente in un refrigeratore o gruppo frigorifero, si può implementare ulteriormente il processo, arrivando alla cosiddetta trigenerazione. In altre parole, in particolare nei mesi caldi, si sfrutta il calore prodotto dal generatore elettrico, per produrre energia frigorifera da destinare alla climatizzazione. Ciò permette l’abbattimento di quasi un terzo dei costi complessivi.
b > fotovoltaico
Quella di installare un impianto fotovoltaico con accumulatori può essere un’altra valida opzione per autoprodurre buona parte dell’energia elettrica richiesta da una struttura alberghiera, abbattendo i costi energetici in bolletta.
Chiaramente, per un intervento strutturale adeguato, integrando la disponibilità di spazio sul tetto della struttura con quello eventualmente presente su pensiline di parcheggio o altre simili superfici, ci si può assicurare la massima rispondenza al proprio fabbisogno energetico.
c > nuove caldaia a condensazione
Le nuove caldaie a condensazione a gas, o eventualmente anche a gasolio, sono macchine in grado di sfruttare il calore dei fumi di combustione che, mediante scambiatore di calore, vengono raffreddati. Questo il funzionamento: alla discesa della temperatura sotto il punto di rugiada, il vapore acqueo contenuto si condensa. Questo meccanismo consente di liberare il calore latente, poi recuperato e utilizzato per il pre-riscaldamento dell’acqua rientrante in caldaia. Anche in questo caso si ottengono riduzioni dei consumi almeno del 30%.

2) Rinnovare la dotazione tecnica

Per alcune realtà i seguenti esempi potrebbero già rappresentare lo stato dell’arte e gli strumenti già in uso. Tuttavia riteniamo utile fornire una rapida e completa panoramica di questi interventi, di facile attuazione:
  • passaggio generale all’illuminazione a Led (ricordiamo che la lampada tradizionale a incandescenza da 100 W corrisponde alla luminosità di una a fluorescenza da 20 W e a una a Led di soli 13 W!!) per una riduzione dei consumi dal 50% fino al 90%;
  • installazione di sensori di presenza: attivano o disattivano l’illuminazione, come anche gli impianti di climatizzazione, comportando una diretta riduzione dei consumi delle lampade dal 40 al 60% (rientro dell’investimento in 1-2 anni); si integrano o addirittura sostituiscono le tecnologie basate su card per attivare o spegnere automaticamente i sistemi;
  • adozione di multiprese intelligenti, ideali per spegnere con un solo gesto tutti gli apparecchi (solitamente lasciati in modalità di stand-by, causando così consumi fino a 15-20 euro/anno per camera!!);
  • installare i nuovi inverter per ascensori (dispositivi che variano la velocità di rotazione di un motore elettrico) riducendo così i consumi per il sollevamento, in associazione con motogeneratori che invece producono energia elettrica ogni volta che gli ascensori scendono; prevedere infine un sistema di controllo intelligente per la riduzione dei consumi anche nella fase di non utilizzo degli stessi;
  • introduzione di regolatori a portata variabile dell’aria per la climatizzazione; ciò è possibile attraverso l’installazione di inverter per regolare la velocità di un ventilatore, determinando un’importante riduzione dei consumi elettrici.
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